Blog: http://Surrealismo.ilcannocchiale.it

Salvador Dalì, Fancisco Franco e il fascismo


Salvador Dalì in compagnia di Francisco Franco
Una delle più grandi fonti di discussione per quanto riguarda la vita privata del genio Salvador Dalì è il suo orientamento politico. Quando il re di Spagna dichiarò ufficialmente l'inizio dell'anno di Dalí, ci furono alcuni movimenti di protesta della sinistra spagnola. La protesta era motivata dal fatto che Salvador Dalì sarebbe stato un sostenitore del regime del generalissimo Franco. Gli storici dell'arte su questo punto sono divisi.
Sappiamo per certo che durante la guerra civile di Spagna, Salvador Dalì decise di non schierarsi, a quanti chiedevano il suo orientamento politico, egli rispondeva "non sono né stalinista, né hitleriano... sono DALINISTA!"
Ciononostante le sue simpatie per Francisco Franco erano già conosciute: "Credo che Franco sia l'unico uomo politico intelligente dei giorni nostri". Nel 1936 Breton decise di espellerlo dal movimento surrealista parigino (tradizionalmente di ispirazione comunista e anarchica) . Salvador Dalì rispose all'espulsione con la mitica frase "¡No podéis expulsarme porque el Surrealismo soy Yo!" (Non potete espellermi, perché il surrealismo sono io!)

Dopo la fine della seconda guerra mondiale Salvador Dalì diventò apertamente un sostenitore e anche un amico di Francisco Franco. Applaudì le violente repressioni del regime fascista e nel 1975, mandò un telegramma a Franco (che aveva appena condannato a morte quattro oppositori politici) congratulandosi con lui ed invitandolo a fare altrettanto con molte altre persone.  
Si deve però anche dire che Salvador Dalì fu l'unica voce critica accettata dal regime franchista. Per tutto il tempo della dittatura di Franco tutti gli scritti di Federico Garcia Lorca erano proibiti, ma Dalì continuò comunque a scrivere di Lorca e a pubblicizzarne le opere. E Franco non osò mai mettere in discussione l'operato di Dalì: egli era un intoccabile.
Le idee politiche di Salvador Dalì resteranno sempre un oggetto di discussione, come tutto ciò che riguarda la sua esistenza. L'unica cosa certa è che Dalì è uno dei pochi artisti del ventesimo secolo che ha lasciato una impronta indelebile in tutti gli ambiti della cultura.


Pubblicato il 2/1/2006 alle 14.16 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web