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L’enigma del desiderio, mia madre, mia madre, mia madre


L’enigma del desiderio, mia madre, mia madre, mia madre
1929 - olio su tela; 110 x 150 - Monaco, Staatsgalerie Moderner Kunst

In quest’opera dipinta in Catalogna, a Figueras, il volto dell’artista, addormentato nel solito paesaggio sospeso e cristallino, questa volta produce un sogno ossessivo e morboso, quello della madre, fonte di un enigmatico desiderio da castrare e inibire, materializzato in una gigantesca forma ibrida culminante in una piccola testa di leone. Nel barocco prolungamento del profilo disteso, sembra che la struttura geologica di una roccia erosa dal vento (forse uno degli scogli di Capo Creuso) prenda lentamente la forma di un elemento architettonico di Antonio Gaudí, il cui gotico mediterraneo il pittore aveva visto da bambino a Barcellona. Le scritte ripetitive “ma mere, ma mere, ma mere…” sono ispirate al poema di Tristan Tzara Il grande lamento della mia oscurità, del 1917, e formano dei solchi sulla superficie di quella forma inquietante. Il piccolo gruppo dipinto sulla sinistra sembra raffigurare lo stesso artista che abbraccia il padre, insieme ad altri ricorrenti e paranoici simboli: il leone, la testa di donna, il pesce, la cavalletta, la mano col pugnale, e in fondo un torso femminile nudo che si intravede da una roccia forata.

Pubblicato il 13/12/2005 alle 22.20 nella rubrica Diario.

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