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La Metamorfosi del Narciso



SALVADOR DALI - La Metamorfosi Del Narciso 1936-37
Oil on canvas, 50.8 x 78.3 cm - The Tate Gallerie, London.

Dalì disse che questo dipinto trattava della morte e della
pietrificazione di Narciso, che innamoratosi del suo riflesso fu
trasformato nel fiore che porta il suo nome. Sigmund Freud, dopo aver
visto questo quadro disse: "Non ho mai visto un così perfetto esempio
di uomo spagnolo, che fanatico!"

La scelta iconografica del dipinto deriva dalle suggestioni artistiche ricevute durante il viaggio in Italia compiuto dall’artista nel 1936, così come le figure dei nudi sullo sfondo che evocano pose classiche e atteggiamenti formali tipici dell’arte rinascimentale e manierista. Il mito classico del giovane Narciso, che innamoratosi della propria immagine riflessa in uno specchio d’acqua e impossibilitato a possederla si trasforma nel fiore che porta il suo nome, offrì lo spunto all’artista per inscenare questa metamorfosi ovidiana in un’ambigua relazione tra illusione e realtà, come egli stesso descrisse nel suo poema intitolato appunto La Metamorfosi di Ovidio. La splendida figura accovacciata di Narciso, che giganteggia come una roccia sulla superficie lucida e riflettente del lago, si trasforma nel suo doppio che assume l’aspetto di una grande mano pietrificata che regge un uovo crepato da cui nasce il fiore narciso. Le fasi di trasformazione sono rese in una narrazione consecutiva da sinistra a destra, così anche i colori opachi e le forme dapprima trasparenti, evanescenti e quasi invisibili acquistano gradatamente una connotazione realistica e concreta, come un lento risveglio dopo un sogno visionario.

Pubblicato il 11/11/2005 alle 21.33 nella rubrica Salvador Dali.

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