.
Annunci online

  Surrealismo [ Blog dei Surrealisti Critici Paranoici, Questo Blog è solo per veri Daliniani ]
         

Ogni mattina quando mi alzo,
sperimento un piacere supremo,
quello di essere SALVADOR DALÌ




Il mondo intorno a noi si dissolve, lasciando qua e là chiazze di tempo. Penso a quando il grande silenzio scenderà su tutto e dappertutto; allora infine trionferà la musica. 

Henry Miller (Tropico del Cancro)


At the age of six years I wanted to be a chef. At the age of seven I wanted to be Napoleon. My ambitions have continued to grow at the same rate ever since.

  ... Mistakes are almost always of a sacred nature. Never try to correct them - On the contrary: rationalize them, understand them thoroughly - After that, it will be possible for you to sublimate them ...

"¡No podéis expulsarme porque el Surrealismo soy Yo!"


... L'intelligenza senza l'ambizione è un uccello senza ali ...



25 gennaio 2006

Libro: Salvador Dalì. Il genio arrogante

Scioglie corpi e orologi, poi appuntisce i baffi sotto uno sguardo spiritato. Salvador Dalì è il genio folle del surrealismo, la firma dell'arte come paranoia, il cantore del delirio. Instancabilmente ambiguo, nella vita come nelle opere, strappa gli occhi alla realtà per accecarci d'inconscio, di ossessioni oniriche, macabre, erotiche. Perché è lui (è anche lui) quello diviso tra cosciente esaltazione e segreta fragilità. E lui che afferma "il surrealismo sono io", e poi cerca rifugio tra le braccia della moglie e musa Gaia. Lui, quello che sceglie di vivere gli ultimi anni della propria esistenza in quel capolavoro di celebrazione ed eccentricità che è il museo (di Figueras) dedicato a se stesso. E lui, allora, che dobbiamo conoscere. Guidi Rita Salvador Dalì. Il genio arrogante Editore Bevivino (2005) pagine 90, prezzo 5,00 €




permalink | inviato da il 25/1/2006 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



14 gennaio 2006

Giraffa in Fiamme


Giraffa in fiamme -
1936-1937 - olio su legno; 35 x 27 - Basilea, Kunstmuseum

Il titolo dell’opera si riferisce alla spettrale carne bruciata della giraffa sulla sinistra in secondo piano, che potrebbe essere la materializzazione della guerra civile, scoppiata proprio in quel momento in Spagna. La vera figura protagonista, però, è quella femminile che occupa quasi tutto lo spazio del quadro e che inaugura una nuova fisionomia di donna che ritroveremo rappresentata poi anche in altre opere. L’immagine della donna “smontabile”, che rivela il suo interno a cassetti, la donna–stipo, priva di volto e di identità esteriore, che si scompone in protuberanze sorrette da stampelle, è un’idea nata dalla riflessione sul valore delle teorie psicanalitiche di Freud. L’artista, infatti, dichiarerà anni dopo: “L’unica differenza tra la Grecia immortale e il nostro presente è Sigmund Freud, che scoprì come il corpo dell’uomo, che al tempo dei greci era puramente neoplatonico, sia oggi pieno di cassetti segreti, che solo la psicanalisi è in grado di aprire”. Il surrealismo di Dalí, che da questo periodo in poi prenderà le distanze da quello ufficiale di Breton, diventa, dunque, sempre più eccentrico, incontrollabile e freudiano nel dare libero spazio alle proprie allucinazioni provocatorie, quelle che egli stesso definirà “attività paranoico- critiche”.




permalink | inviato da il 14/1/2006 alle 15:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa



2 gennaio 2006

Salvador Dalì, Fancisco Franco e il fascismo


Salvador Dalì in compagnia di Francisco Franco
Una delle più grandi fonti di discussione per quanto riguarda la vita privata del genio Salvador Dalì è il suo orientamento politico. Quando il re di Spagna dichiarò ufficialmente l'inizio dell'anno di Dalí, ci furono alcuni movimenti di protesta della sinistra spagnola. La protesta era motivata dal fatto che Salvador Dalì sarebbe stato un sostenitore del regime del generalissimo Franco. Gli storici dell'arte su questo punto sono divisi.
Sappiamo per certo che durante la guerra civile di Spagna, Salvador Dalì decise di non schierarsi, a quanti chiedevano il suo orientamento politico, egli rispondeva "non sono né stalinista, né hitleriano... sono DALINISTA!"
Ciononostante le sue simpatie per Francisco Franco erano già conosciute: "Credo che Franco sia l'unico uomo politico intelligente dei giorni nostri". Nel 1936 Breton decise di espellerlo dal movimento surrealista parigino (tradizionalmente di ispirazione comunista e anarchica) . Salvador Dalì rispose all'espulsione con la mitica frase "¡No podéis expulsarme porque el Surrealismo soy Yo!" (Non potete espellermi, perché il surrealismo sono io!)

Dopo la fine della seconda guerra mondiale Salvador Dalì diventò apertamente un sostenitore e anche un amico di Francisco Franco. Applaudì le violente repressioni del regime fascista e nel 1975, mandò un telegramma a Franco (che aveva appena condannato a morte quattro oppositori politici) congratulandosi con lui ed invitandolo a fare altrettanto con molte altre persone.  
Si deve però anche dire che Salvador Dalì fu l'unica voce critica accettata dal regime franchista. Per tutto il tempo della dittatura di Franco tutti gli scritti di Federico Garcia Lorca erano proibiti, ma Dalì continuò comunque a scrivere di Lorca e a pubblicizzarne le opere. E Franco non osò mai mettere in discussione l'operato di Dalì: egli era un intoccabile.
Le idee politiche di Salvador Dalì resteranno sempre un oggetto di discussione, come tutto ciò che riguarda la sua esistenza. L'unica cosa certa è che Dalì è uno dei pochi artisti del ventesimo secolo che ha lasciato una impronta indelebile in tutti gli ambiti della cultura.





permalink | inviato da il 2/1/2006 alle 14:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



2 gennaio 2006

Stipo antropomorfico


Stipo antropomorfico - 1936 - olio su legno; 25,4 x 44,2 - Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein – Westfalen
Nel corso degli anni Dalí ha eseguito diversi disegni di questa figura, a matita e a inchiostro, con lievi modifiche, mentre questa versione finale a olio fu esposta per la prima volta a Londra, nel 1936, alla Lefevre Gallery. In quella stessa città avvenne anche, due anni dopo, il tanto desiderato incontro di Dalí con Freud. L’ispirazione di questo straordinario dipinto deriva appunto dalle teorie del professore viennese, sintetizzate nella figura umana scomposta in cassetti segreti, finalmente aperti e rivelati alla vista grazie alla rivoluzione psicanalitica freudiana. Il viso della misteriosa figura, sdraiata nella penombra di una stanza vuota, è nascosto dai lunghi capelli, mentre il suo corpo surreale conserva, dopotutto, delle fattezze riconducibili a un modello umano. I cassetti semivuoti sembrano pronti ad accogliere quelle idee e immagini prodotte dal subconscio, mentre il braccio teso vorrebbe respingere quel piccolo frammento fotografico di città luminosa e borghese che si intravede in alto, come in un drammatico contrasto tra la reale solitudine umana e la falsa esteriorità della convivenza civile e sociale.




permalink | inviato da il 2/1/2006 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     dicembre        febbraio
 


Ultime cose
Il mio profilo





Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom