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  Surrealismo [ Blog dei Surrealisti Critici Paranoici, Questo Blog è solo per veri Daliniani ]
         

Ogni mattina quando mi alzo,
sperimento un piacere supremo,
quello di essere SALVADOR DALÌ




Il mondo intorno a noi si dissolve, lasciando qua e là chiazze di tempo. Penso a quando il grande silenzio scenderà su tutto e dappertutto; allora infine trionferà la musica. 

Henry Miller (Tropico del Cancro)


At the age of six years I wanted to be a chef. At the age of seven I wanted to be Napoleon. My ambitions have continued to grow at the same rate ever since.

  ... Mistakes are almost always of a sacred nature. Never try to correct them - On the contrary: rationalize them, understand them thoroughly - After that, it will be possible for you to sublimate them ...

"¡No podéis expulsarme porque el Surrealismo soy Yo!"


... L'intelligenza senza l'ambizione è un uccello senza ali ...



28 novembre 2005

La tentazione di Sant'Antonio


La tentazione di sant’Antonio 1946 - olio su tela; 89,7 x 119,5
Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts

In seguito alle esplosioni della bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki nel 1945, Dalí diede inizio a nuove ricerche esistenziali e artistiche, passando dalle suggestioni della psicanalisi a quelle della fisica nucleare trasformata in un misticismo paranoico-critico, come racconta egli stesso nel suo saggio sulla spiritualità Manifesto mistico del 1951. Da questo momento in poi, infatti, egli rivolse la sua arte verso una maggiore riconoscibilità delle forme, ispirandosi prevalentemente all’iconografia religiosa occidentale. Questa straordinaria opera, dipinta a New York, risente appunto, di questo mutamento culturale e fu presentata al concorso indetto da Albert Levin - e vinto poi da Max Ernst - per la realizzazione dell’unica scena a colori del suo film sul soggetto Bel Ami di Guy de Maupassant. Nel quadro la tentazione appare a sant’Antonio in forma di un cavallo che s’impenna, simbolo del potere e della lussuria, e in forma di alcuni elefanti che portano sulla groppa diversi elementi dall’evidente connotazione erotica: una donna nuda e voluttuosa su un piedistallo, un obelisco romano ispirato al Bernini, alcune strutture architettoniche palladiane, e infine una torre dal simbolismo indubbiamente fallico. La particolarità affascinante di questi animali giganti, che dovrebbero rappresentare gli spiriti maligni che provocano il santo eremita nel deserto, è la deformazione allungata e sottilissima delle zampe, che che permette loro di entrare in una dimensione di tramite tra la terra e il cielo, tra realtà e spiritualità.




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18 novembre 2005

Poesia d'America


Poesia d’America - SALVADOR DALÌ 1943 olio su tela; 116,8 x 78,7 Figueras, Fundació Gala – Salvador Dalí
In questo grande quadro, dipinto a Monterey in California, la dottrina surrealista di Dalí viene pienamente applicata nella descrizione di immagini ossessive, frutto degli anni di “esilio” trascorsi in America durante la seconda guerra mondiale. Le due figure principali, che sembrano essere due giocatori di football, rappresentano la vitalità e il dinamismo americani, insieme a un altro piccolo personaggio che spunta dalla schiena di uno dei due tenendo una palla ovale in equilibrio su un dito. I due uomini senza volto sono in evidente contrasto: quello visto da tergo sembra chiuso in un gesto di dolore, e mostra un significativo cassetto aperto (quello della psiche), mentre l’uomo frontale e colorato sembra raffigurare l’altra faccia dell’America, quella positiva ed edonistica, sintetizzata nella bottiglia di Coca Cola appesa in primo piano. In questa raffigurazione di conflitto tra culture, Dalí ha espresso una sorta di premonizione sulle difficoltà di convivenza che sarebbero nate tra cittadini bianchi e neri dopo la guerra, come è visibile chiaramente dalla sagoma della cartina del continente africano che sta per sciogliersi lungo la parete della torre che, con il suo orologio immobile, sembra scandire un tempo sospeso e metafisico. Ed è forse questo evocare senza raccontare il senso della vera poesia del quadro.




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15 novembre 2005

Salvador Dalì - frasi celebri

“L' unica differenza fra un pazzo e me, è che io non sono pazzo.”

"Federico Garcia Lorca disse che i baffi sono la costante tragica del volto umano, ma anche per i baffi mi accingevo a superare Nietzsche! I miei non sarebbero stati catastrofici, deprimenti e prostrati dalla musica Wagneriana. NO! Sarebbero stati affilati, imperialisti, ultra-razionalisti e puntati verso il cielo, come il misticismo verticale, come i sindacati verticali spagnoli.”

"Dal giorno in cui non mi recai all' appuntamento fissato da Breton, il surrealismo, come noi l' avevamo definito, è morto. Quando l' indomani un grande giornale mi domandò la definizione di surrealismo, risposi: «Il surrealismo sono io!»

“Sì, io credo d' essere il salvatore dell' arte moderna.”

“Si, dormendo e dipingendo, io sbavo di piacere.”

“La gelosia degli altri pittori è stata sempre il termometro del mio successo.”




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15 novembre 2005

Diario di un Genio

“Ho la certezza che le mie qualità d’analista e di psicologo siano superiori a quelle di Marcel Proust. Non soltanto perché, fra i numerosi metodi ch’egli ignorava, io mi servo della psicoanalisi, ma soprattutto perché la struttura del mio spirito è di un tipo eminentemente paranoico, dunque più indicato per tal genere di esercizi, mentre la struttura del suo era quella di un nevrotico depresso, ossia la meno adatta a queste investigazioni. Cosa facilmente riconoscibile dallo stile deprimente e distratto dei suoi baffi che, come quelli ancora più deprimenti di Nietzsche, sono l’opposto dei baffi gai e vivaci di Velázquez o, meglio ancora, di quelli ultra-rinocerontici del vostro geniale e umile servitore [Dalí stesso]. E’ vero, m’è sempre piaciuto usare sistemi piliferi, sia dal punto di vista estetico per determinare il numero aureo che dipende dall’attaccatura dei capelli, sia nel dominio psicopatologico del baffo, questa costante tragica del carattere, certamente il segno più forte del volto maschile”.

S. Dalí, Port Lligat 1 novembre 1952, in Diario di un genio, 1964




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11 novembre 2005

La Metamorfosi del Narciso



SALVADOR DALI - La Metamorfosi Del Narciso 1936-37
Oil on canvas, 50.8 x 78.3 cm - The Tate Gallerie, London.

Dalì disse che questo dipinto trattava della morte e della
pietrificazione di Narciso, che innamoratosi del suo riflesso fu
trasformato nel fiore che porta il suo nome. Sigmund Freud, dopo aver
visto questo quadro disse: "Non ho mai visto un così perfetto esempio
di uomo spagnolo, che fanatico!"

La scelta iconografica del dipinto deriva dalle suggestioni artistiche ricevute durante il viaggio in Italia compiuto dall’artista nel 1936, così come le figure dei nudi sullo sfondo che evocano pose classiche e atteggiamenti formali tipici dell’arte rinascimentale e manierista. Il mito classico del giovane Narciso, che innamoratosi della propria immagine riflessa in uno specchio d’acqua e impossibilitato a possederla si trasforma nel fiore che porta il suo nome, offrì lo spunto all’artista per inscenare questa metamorfosi ovidiana in un’ambigua relazione tra illusione e realtà, come egli stesso descrisse nel suo poema intitolato appunto La Metamorfosi di Ovidio. La splendida figura accovacciata di Narciso, che giganteggia come una roccia sulla superficie lucida e riflettente del lago, si trasforma nel suo doppio che assume l’aspetto di una grande mano pietrificata che regge un uovo crepato da cui nasce il fiore narciso. Le fasi di trasformazione sono rese in una narrazione consecutiva da sinistra a destra, così anche i colori opachi e le forme dapprima trasparenti, evanescenti e quasi invisibili acquistano gradatamente una connotazione realistica e concreta, come un lento risveglio dopo un sogno visionario.




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10 novembre 2005

Metodo Critico Paranoico

Of all the Surrealists and their achievements, there is one that stands out above all the others. The Paranoiac Critical method was a sensibility, or way of perceiving reality that was developed by Salvador Dalí. It was defined by Dalí himself as "irrational knowledge" based on a "delirium of interpretation". More simply put, it was a process by which the artist found new and unique ways to view the world around him. It is the ability of the artist or the viewer to perceive multiple images within the same configuration. The concept can be compared to Max Ernst's frottage or Leonardo da Vinci's scribbling and drawings. As a matter of fact, all of us have practiced the Paranoid Critical Method when gazing at stucco on a wall, or clouds in the sky, and seeing different shapes and visages therein. Dalí elevated this uniquely human characteristic into his own artform.
Dalí, though not a true paranoid, was able to simulate a paranoid state, without the use of drugs, and upon his return to 'normal perspective' he would paint what he saw and envisioned therein.
Dalí was able to create what he called "hand painted dream photographs" which were physical, painted representations of the hallucinations and images he would see while in his paranoid state. Although he certainly had his own load of mental problems to bear, it can be said that Dalí's delusions and paranoid hallucinations did not totally dominate his mind, as he was able to convey them to canvas.
Being a painter of miraculous skill, he was capable of reproducing his myriad fantasies and hallucinations as visual illusions on canvas.
It is in this context that one of Dalí's most famous statements takes on a whole new meaning and understanding.
"The only difference between myself and a madman, is that I am not mad!"

In Dalí's own words, taken from his Conquest of the Irrational, published in 1935:"My whole ambition in the pictorial domain is to materialize the images of my concrete irrationality with the most imperialist fury of precision..."
He then goes on to say: "Paranoiac-critical activity organizes and objectivizes in an exclusivist manner the limitless and unknown possibilities of the systematic association of subjective and objective 'significance' in the irrational..."
"..it makes the world of delirium pass onto the plane of reality"




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6 novembre 2005

Il Surrealismo

Il surrealismo è una corrente pittorica diffusa in Europa nel XX secolo.

La produzione artistica della prima metà del ‘900 è stata determinata dalla nascita della psicologia moderna, dalle teorie di Sigmund Freud.
Sempre da Freud, i pittori che dettero vita al surrealismo presero un altro elemento che diede loro la possibilità di esaminare ed far emergere l’inconscio: il Sogno.
I primi studi sul sogno risalgono al 1900, con la pubblicazione di Freud de “L’interpretazione dei sogni”, secondo cui il sogno è la via regia verso la scoperta dell’inconscio. Nel sogno, l’uomo perde il controllo della coscienza e fa emergere il suo inconscio con immagini simboliche.
Il sogno è quella produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed è caratterizzata da immagini, percezioni, emozioni che si svolgono in maniera irreale o illogica, e quindi difficile da tradurre in parole, ossia un linguaggio logico. Può quindi risultare più semplice rappresentare un sogno mediante immagini. Da qui nasce la teoria del surrealismo.

Fu André Breton a dirigere, nel 1924, il Manifesto del Surrealismo. Secondo Breton, bisogna giungere ad una realtà superiore (surrealtà) in modo da poter conciliare i momenti principali del pensiero dell’uomo: quello della veglia e quella del sogno.

Al surrealismo aderirono diversi pittori europei, come Max Ernst, Joan Miró, René Magritte e Salvador Dalí.




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5 novembre 2005

Gala Dalì

Elena Dimitrovna Diakonova, born in Russia, daughter of a muscovite functionary; possessed a great sensitivity for art and distinct physical and intellectual attractiveness. She was part of the surrealist group, many of which were in love with her.

She met Dali in the spring of 1929, at the time married with Paul Eulard. They promised to visit him in Cadaqués during the next summer, a meeting arrangement that also included Bruñel, Magritte and his wife.

Dali's love for Gala, a woman 10 years older than him, exploded then; he realized numerous extravagancies to capture her attention. His emotion was such, that every time he tried to talk to her, he suffered uncontrollable laughing attacks.

During a stroll in Cabo de Creus, Dali fell on his knees laughing, he declared his love for her, and holding his hand Gala said "... my boy, let us never to be separated..." this would have given Dali a feeling of being divinely understood.

In his secret life, Dalí tells us: "...her body had an infantile complexion, scapula and lumbar muscles a teenager's tension, the curve of her back however, was extraordinarily feminine and gracefully joined the energetic torso with the delicate buttock, that her bee like shaping, made her even more desirable..."

Gala had a great influence on Salvador Dali's life and deed. She died on June 10, 1982. When the news was given to the painter, he said "...she is not dead, she will never die..."




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